CALCOLOSI DELLA COLECISTI

La calcolosi della colecisti è un condizione comune che interessa il 20% della popolazione. Fattori favorenti l’insorgenza dei calcoli sono racchiusi nelle cosiddette 4 F anglosassoni: Female (Femmine), Fertile (età riproduttiva), Fourty (IV decade), Fatty (sovrappeso).

Nell’80% dei casi la calcolosi della colecisti diviene sintomatica dando origine il più delle volte alla colica biliare semplice e alla colecistite acuta o, in rari casi, a condizioni potenzialmente mortali, come l’idrope, l’empiema della colecisti, la pancreatite acuta e l’ittero.

I sintomi sono per lo più rappresentati dalla classica colica biliare. Il dolore, insorge in forma acuta, spesso dopo un pasto, colpisce la regione centrale e destra dell’addome superiore, a volte si irradia verso la schiena o la spalla destra. E’ piuttosto forte, continuo e dura non più di 4 ore. In caso di persistenza o febbre, è possibile che la situazione si sia complicata con una colecistite acuta. La diagnosi viene posta con l’esame obiettivo del paziente e con l’ecografia epatica.

TRATTAMENTO

Il trattamento della calcolosi della colecisti è esclusivamente chirurgico. Ad oggi la tecnica miniinvasiva (laparoscopia) rappresenta il gold standard. Oggigiorno, la colecistectomia laparoscopica rappresenta l’esempio di come il trattamento miniinvasivo abbia sostituito completamente il trattamento chirurgico a cielo aperto che viene riservato solo a casi selezionatissimi. La calcolosi della colecisti non è una malattia ma una condizione con possibilità di complicanze. La visità chirurgica è essenziale per capire se e quando trattare questa condizione. La colecistectomia laparoscopica può essere effettuata in one-day surgery.



TUMORE DEL PANCREAS

Il pancreas è una ghiandola facente parte dell’apparato digerente, che secerne circa 1500 ml di acqua e bicarbonato al giorno. Secerne inoltre enzimi digestivi e numerosi ormoni tra cui l’insulina. Le patologie d’interesse chirurgico che colpiscono il pancreas sono le neoformazioni benigne e maligne.

Le pseudocisti, rappresentano la lesione cistica più frequente del pancreas; sono lesioni di natura benigna e riconoscono nella maggior parte dei casi un’origine infiammatoria (pancreatite acuta o cronica) o traumatica.
Le pseudocisti possono essere singola o multipla (anche 5-6) e possono manifestarsi in qualsiasi porzione del pancreas.

L’incidenza delle pseudocisti dopo una pancreatite acuta è del 2-3%, mentre nella pancreatite cronica e del 15-30% dei pazienti.
Questo tipo di patologia richiede il trattamento chirurgico in seguito ad un aumento di volume, quando diviene sintomatica (per compressione degli organi circostanti) o quando si manifestano complicazioni (infezione, sanguinamento, ecc.).

Le cisti sierose, sono neoplasie epiteliali costituite da numerosissime piccole cisti contenenti liquido simile all’acqua. Sono quasi sempre benigne, anche se sono stati riportati casi sporadici di malignità.
E’ una patologia per lo più asintomatica, il cui trattamento chirurgico si rende necessario solo per i pazienti sintomatici o in caso di dubbio diagnostico.

Il cistoadenoma mucinoso può essere benigno, a malignità intermedia (cistoadenoma mucinoso con displasia lieve o moderata) o maligno (cistoadenocarcinoma mucinosi). Molto importante è la diagnosi differenziale, per scegliere il tipo di trattamento più indicato.

Il tumore maligno del pancreas si sviluppa di solito dal dotto del pancreas a livello della testa dell’organo. La sua crescita può generare un’alterata funzione dell’organo o la distruzione del dotto che riversa la bile proveniente dal fegato nel duodeno, dando la tipica colorazione gialla della pelle (ittero).

Il tumore del pancreas rappresenta il 3% di tutte le neoplasie negli uomini e il 3,2% nelle donne. La fascia d’età più colpita è quella anziana (età media 69 anni per gli uomini e 74 per le donne). I fattori di rischio correlati a questa patologia sono la familiarità, il fumo, l’obesità e la pancreatite cronica.

Il carcinoma del pancreas si manifesta tardivamente dal punto di vista clinico; la maggioranza dei sintomi, infatti, sono dovuti alla posizione nel pancreas e ai rapporti che esso contrae con gli organi circostanti.

I principali sintomi sono l’ittero, dovuto all’ostruzione che il tumore può provocare sulle vie biliari, il dolore, la nausea, la mancanza di appetito e la perdita di peso. La comparsa improvvisa di diabete può rappresentare un sintomo precoce, soprattutto quando compare in assenza di una familiarità.

La diagnosi è strumentale. L’esame che risulta più utile nel definire la presenza e l’estensione del tumore pancreatico è l’ecoendoscopia, che permette il contestuale prelievo bioptico. In caso di ittero si sottopone il paziente ad una colangio-risonanza magnetica e successivamente ad una procedura endoscopica dedicata che permette di incannulare selettivamente la via biliare ed il dotto pancreatico visualizzandoli iniettando mezzo di contrasto: la CPRE

La TAC rappresenta ancora oggi la metodica standard di stadiazione della neoplasia.

TRATTAMENTO

Il trattamento di queste patologie è esclusivamente chirurgico. A causa dei numerosi rapporti anatomici che questo organo contrae con strutture vitali questo tipo di chirurgia, di difficile esecuzione, dovrebbe essere praticata solo da chirurghi esperti e dedicati.

In base alla localizzazione e alla tipologia di patologia, il chirurgo opetra’ per il tipo di resezione da eseguire, duodenocefalopancreasectomia, splenopancreasectomia, pancreasectomia distale, pancreasectomia parziale, ed, eventualmente, quali organi limitrofi asportare.

Ad oggi, la prognosi a distanza non è buona in caso di neoplasia avanzata.

 


TUMORE DEL FEGATO

Le patologie neoplastiche che colpiscono il fegato possono essere di origine secondaria, di gran lunga più frequenti, in cui il tumore primitivo origina in un’altra sede (mammella e colon-retto in primis), e primitiva, di natura benigna o maligna, che possono avere origine da svariate strutture: epatociti, vie biliari , connettivo del fegato o vasi sanguigni.

Il più frequente tumore primitivo del fegato è l’epatocarcinoma, tumore maligno, con incidenza di 10 casi su 100.000 persone in Italia che insorge nella maggior parte dei casi su fegato cirrotico di pazienti affetti da epatopatia cronica.

I sintomi dei tumori benigni, delle metastasi e delle neoplasie maligne nelle fasi iniziali sono spesso assenti. Nelle fasi più avanzate possono insorgere: dimagrimento, affaticabilità, dolore addominale, epatomegalia, ittero, prurito, e urine scure. Tutti questi sintomi, nei pazienti con epatopatia cronica, sono nascosti dalla sintomatologia della cirrosi.

La diagnosi delle metastasi e delle neoplasie insorte in pazienti epatopatici avviene per vie ecotomografica nel follow-up delle patologie di base. Nei pazienti sani che sviluppano una neoplasia epatica, la diagnosi è meno precoce ed il sospetto di neoplasia si basa sulla clinica e sull’incremento dell’alfa feto proteina, a questo seguono accertamenti ecotomografici e radiologici. I tutti i casi, la diagnosi di certezza e la tipizzazione della neoplasia si ottengono in seguito ad un esame bioptico della lesione.

TRATTAMENTO

Il trattamento delle lesioni benigne è conservativo e si basa su un attento follow-up della neoplasia. Per i tumori maligni e le metastasi, l’unico trattamento curativo è rappresentato dalla terapia chirurgica che consiste nell’ escissione del tumore nelle lesioni di piccole dimensioni e della resezione epatica (epatectomia) nelle lesioni più grandi. Altri trattamenti come la radiofrequenza, la crioterapia, la chemioterapia, l’embolizzazione, la chemioembolizzazione sono terapie palliative che hanno basse percentuali di successo.

In casi selezionati, un trattamento che offre alte percentuali di successo è il trapianto di fegato.