MALATTIA EMORROIDIARIA

Le emorroidi sono dei cuscinetti mucosi, riccamente vascolarizzati situati all’interno del canale anale che svolgono un ruolo importante nel meccanismo della continenza fecale.

In alcune condizioni patologiche, legate allo stile di vita e alla predisposizione familiare, le emorroidi possono divenire congeste e prolassare dal canale anale diventando sintomatiche: in questi casi si parla di malattia emorroidaria. L’incidenza della malattia emorroidaria è in costante aumento tanto che, oggi, più del 80% della popolazione è affetto da questa patologia.

I sintomi più frequenti sono il sanguinamento di color rosso vivo, il bruciore e il dolore. E’ importante ricordare che questi sintomi possono essere anche il campanello di allarme di patologie quali polipi o tumori del colon ed è quindi buona norma sottoporsi ad un’accurata vista specialistica.

La diagnosi si pone mediante un esame proctologico, che prevede l’esplorazione digitale dell’ano, e un’anoscopia. Dopo i 45-50 anni deve comunque essere eseguita una colonscopia.

TRATTAMENTO

Il trattamento di questa patologia è sia medico che chirurgico ed è in funzione del grado di malattia.

Il I e il II grado si trattano con terapia medica locoregionale mentre il III e il IV grado con la chirurgia. La emorroidectomia si avvale oggi di una serie di presidi come la radiofrequenza che permettono l’esecuzione di questa procedura in regime di day surgery. Il dolore postoperatorio è ridotto e la ripresa della normale attività, molto rapido.

In caso di prolasso severo dei gavoccioli emorroidari possiamo agire con la emmoroidopessi o lifting emorroidario (prolassectomia muco emorroidaria sec. Longo). Una tecnica che consente la guarigione senza asportazione dei gavoccioli stessi. Sarà il chirurgo a consigliare sulla miglior tecnica a seconda dello stadio e tipologia di patologia emorroidaria.

 


FISTOLA PERIANALE

La fistola perianale è una comunicazione tra il canale anale e la cute circostante e generalmente si forma in seguito ad un processo infiammatorio a carico delle piccole ghiandole presenti nel canale anale. Le fistole possono essere, inoltre, la prima manifestazione del Morbo di Crohn a localizzazione perianale.

I sintomi caratteristici di questa patologia sono il dolore, il bruciore o prurito a livello della regione anale, e in alcuni occasioni la febbre a seguito della formazione di un ascesso perianale o gluteo.

La diagnosi è clinica ma può essere necessario un approfondimento strumentale con un’ecografia o una RMN, in caso di ascessi e fistole anali complesse o secondarie a morbo di Crohn.

TRATTAMENTO

L’unico trattamento risolutivo è quello chirurgico, il quale dovrebbe essere riservato esclusivamente a chirurghi esperti.

In molti casi, il trattamento sufficiente sara’ una fistulectomia o fistulotomia, altre volte verrà preferito il posizionamento del “setone”, una tecnica conservativa e poco lesiva per i muscoli sfinteriali.

In caso di fistole più complesse con interessamento di tutto l’apparato sfinteriale si dovrà procedere per gradi e potranno essere necessari più interventi, utilizzando metodiche sofisticate come lembi di copertura o fistulectomia endoscopica.

 


 

IL PROLASSO RETTALE

Il prolasso rettale è una patologia caratterizzata dalla fuoriuscita del retto (o di una sua parte) dalla sua sede naturale.

Il prolasso rettale può essere completo, quando cioè il retto fuoriesce completamente dall’ano, anche per molti centimetri, interno, quando cioè il retto si introflette in se stesso (invaginazione retto-rettale) o nel canale anale (invaginazione retto-anale), o solo mucoso, quando cioè solamente la mucosa rettale tende a discendere nel canale anale o fuori dall’ano.

Il prolasso colpisce principalmente il sesso femminile (9 volte di più rispetto agli uomini); questa maggior incidenza nel sesso femminile può essere legata in primis ai traumi ostetrici. Altri fattori predisponenti sono: l’età avanzata, la stipsi cronica e l’ipertono sfinteriale.


La sintomatologia di questa patologia varia a seconda del grado e del tipo di prolasso.
In alcuni casi la patologia si può manifestare con l’incontinenza, in altri casi invece con la stipsi e con la difficoltà all'evacuazione delle feci.

A queste alterazioni della defecazione si associano sanguinamenti dall'ano, perdita di muco, peso perineale, dolore nella parte inferiore dell'addome.

La diagnosi è clinica, basata su una visita proctologica con retto-anoscopia e strumentale, con defeco grafia o defeco risonanza magnetica. L’obiettivo della visita specialistica è quello di escludere altre patologie ano-rettali e determinare il grado del prolasso.

TRATTAMENTO

Il trattamento di questa patologia è esclusivamente chirurgico, benché una ginnastica del pavimento pelvico, correttamente eseguita, possa offrire dei benefici.


Il prolasso rettale mucoso viene trattato con la tecnica “STARR”, un intervento senza incisioni, mini-invasivo, per via trans-anale, nel quale viene escissa la mucosa ridondante.

Il prolasso rettale completo e interno vengono trattati anche questi con tecnica mini-invasiva, consistente nella rettopessi ventrale laparoscopica, nella quale si riporta in posizione anatomica il retto prolassato.

 


 

LA RAGADE ANALE

La ragade anale è un'ulcerazione lineare dell'ano, di solito unica, situata prevalentemente sulla linea mediana posteriore e lunga alcuni millimetri.

La comparsa della ragade anale è solitamente dovuta alla stitichezza cronica. Il sintomo caratteristico della presenza della ragade anale è il dolore concomitante con la defecazione che talvolta si accompagna al sanguinamento. In molti casi vi è associazione con la presenza di una fistola perianale, un ascesso perirettale o la patologia emorroidaria.

La diagnosi è clinica e si basa sull’ispezione perianale e l’anoscopia che servono principalmente ad escludere altre patologie come ascessi, fistole, emorroidi, prolasso rettale, morbo di crohn e neoplasie maligne.

TRATTAMENTO

Il trattamento chirurgico di sfinterotomia laterale rappresenta ad oggi il gold standard per la cura di questa patologia. La combinazione con varie terapie mediche (miorilassanti, nitrati) e dilatazioni anali, può, in casi selezionati offrire buone percentuali di guarigione.