Prof.Giuseppe Sica

Emorroidi

La malattia emorroidaria è una patologia del canale anale estremamente frequente, che interessa più del 50% della popolazione al di sopra dei 50 anni d’età e che colpisce in egual misura sia uomini che donne. I principali fattori predisponenti l’insorgenza della malattia emorroidaria sono l’aumento della pressione addominale dovuto alla costipazione e gli sforzi prolungati.

La gravità della malattia emorroidaria viene classificata in 4 gradi:

  1. Emorroidi congeste, sanguinanti, senza prolasso
  2. Emorroidi congeste che prolassano durante lo sforzo, ma si riducono spontaneamente
  3. Emorroidi congeste che prolassano durante lo sforzo e si riducono manualmente
  4. Emorroidi congeste, non riducibili

Il sintomo tipico della malattia emorroidaria è il sanguinamento indolore che può presentarsi sia in forma minima, dopo le evacuazioni, che in forma massiva, fino a richiedere ospedalizzazione e trasfusioni. Altri sintomi meno comuni possono essere il prolasso (che può persino causare evacuazione difficile), secrezione di muco, perdite di materiale fecale, irritazione della cute perianale, prurito, sensazione di tumefazione e discomfort. Il dolore perianale acuto è raro e si manifesta solo in caso di trombosi emorroidaria.

La diagnosi è esclusivamente clinica e richiede una visita proctologica completa di esplorazione digitale del retto e anoscopia. Dal momento che i sintomi tipici della malattia emorroidaria possono essere anche il campanello di allarme di patologie neoplastiche o funzionali del colon e del retto, dopo i 45-50 anni si deve eseguire anche una colonscopia.

La visita chirurgica è indispensabile per escludere altre cause di sanguinamento e per porre indicazione al trattamento medico o chirurgico a seconda del caso specifico. 

La malattia emorroidaria di grado I, II e III può essere inizialmente trattata in maniera conservativa, con integratori assunti per via orale, applicazione di trattamenti locali e modifiche dello stile di vita. La malattia di grado IV non si giova mai del trattamento conservativo e viene direttamente trattata con procedure chirurgiche.

 

Il trattamento chirurgico è sempre indicato nella patologia emorroidaria di grado IV ed in tutti i casi meno severi che abbiano fallito il trattamento medico o in cui il paziente lo richiede. 

Le più comuni opzioni terapeutiche disponibili e applicabili in ambiente ambulatoriale sono la legatura elastica, la scleroterapia e la coagulazione con infrarossi, procedure che possono richiedere più di una seduta, che danno buoni risultati a breve termine, ma con alto rischio di recidiva a lungo termine.

Le opzioni terapeutiche chirurgiche comprendono:

  • la emorroidectomia, ovvero l’asportazione del gavocciolo emorroidario con un bisturi a radiofrequenza che taglia e coagula allo stesso tempo, che lascia delle ferite che vanno in contro a guarigione nell’arco di 3-4 settimane
  • la emorroidopessi secondo Longo, ovvero una sorta di lifting delle emorroidi che vengono riposizionate all’interno del canale anale
  • la dearterializzazione mediante utilizzo di sonda doppler, ovvero la legatura dell’arteria emorroidaria che viene individuata mediante l’introduzione per via transanale di una sonda ecografica munita di doppler

In tutti i casi l’intervento viene eseguito in regime di Day Surgery, il paziente viene dimesso nella stessa giornata dell’intervento chirurgico, ha un dolore post-operatorio facilmente controllabile con terapia orale e una rapida ripresa, con possibilità di ritorno alle proprie attività giornaliere in meno di una settimana.