Prof.Giuseppe Sica

Malattie infiammatorie croniche intestinali

Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI o IBD), sono patologie infiammatorie croniche-recidivanti del tratto digerente. Solitamente esordiscono in età giovane-adulta (20-30 anni) e sono più comuni nei pazienti con predisposizione familiare. 

Le MICI includono la colite ulcerosa (CU) e il morbo di Crohn (MC), accomunate da un quadro clinico che alterna periodi di acuzie a fasi di remissione.

La colite ulcerosa colpisce il retto e il colon in varia estensione. Il sintomo principale è il sanguinamento rettale, ma il quadro clinico varia notevolmente in relazione all’estensione ed alla severità della malattia.

Il morbo di Crohn può interessare qualsiasi porzione del tratto digestivo, dalla bocca fino all’ano, anche se la sede più frequentemente coinvolta dalla malattia è l’ileo terminale. I sintomi più comuni sono la diarrea intermittente con o senza sanguinamento rettale, i dolori addominali, il malassorbimento, la malnutrizione e il gonfiore addominale. La malattia perianale, quindi la presenza di ascessi e fistole perianali, può presentarsi prima, insieme o dopo il morbo di Crohn a sede addominale. 

La diagnosi delle MICI si basa sul quadro clinico-anamnestico, endoscopico e istologico dei prelievi bioptici eseguiti durante l’endoscopia. A volte possono essere necessari approfondimenti strumentali quali la TC dell’addome, l’entero-risonanza o la SICUS (ecografia delle anse intestinali con mezzo di contrasto).

Le MICI sono patologie complesse che richiedono la valutazione multidisciplinare di diversi specialisti.

Nella colite ulcerosa, l’intervento più comunemente proposto è la proctocolectomia restaurativa, che permette la guarigione dalla malattia a fronte di una operazione estremamente demolitiva. L’intervento che prevede l’asportazione di tutto il colon e del retto ed il ripristino della continuità del canale alimentare con una cucitura (anastomosi) tra le due porzioni rimaste che garantisce una buona qualità di vita al paziente. Questo intervento può essere svolto con tecnica mininvasiva, consentendo una rapida dimissione, una rapida ripresa e risultati estetici eccezionali.

Nel morbo di Crohn il tipo di intervento chirurgico proponibile è estremamente variabile in base alla sede e alla severità della patologia. Gli interventi più comunemente proposti sono:

  • Resezioni intestinali
  • Stricturoplastica
  • Viscerolisi

Anche questi interventi possono essere eseguiti con tecnica mininvasiva, che oltre ai vantaggi già citati, ha anche l’ulteriore vantaggio di creare meno aderenze all’interno dell’addome, cosa fondamentale in un paziente che non guarisce, ma può avere anche ripetute recidive della patologia.